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sindrome metabolica

Sindrome metabolica: sei a rischio?

Mai sentito parlare di “sindrome metabolica”?

Storicamente la sindrome metabolica era conosciuta come Sindrome X, perché era in gran parte sconosciuta.  Oggi gli operatori sanitari la definiscono come un insieme di condizioni e sintomi che indicano un’alterata salute cardiovascolare, e un aumento del rischio di diabete di tipo 2.
Se non la conosci, questo articolo ti aiuterà a comprendere che cos’è questa sindrome, in particolare come si riconosce, come si previene e quali sono alcune opzioni di trattamento, oltre all’impatto che può avere sulla salute, sulla composizione corporea e sul benessere generale.

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COS’È LA SINDROME METABOLICA

L’American Heart Association, in collaborazione con il National Heart Lung and Blood Institute, l’ha descritta come l’insieme di almeno 3 delle seguenti condizioni:

Glicemia, colesterolo e trigliceridi devono essere misurati con un esame del sangue. Pressione arteriosa e circonferenza vita possono essere auto-monitorati anche a casa. La circonferenza della vita, ad esempio, si misura con un semplice metro a nastro.

QUANTO È COMUNE LA SINDROME METABOLICA?

Secondo i dati dell’Osservatorio epidemiologico cardiovascolare, raccolti a partire dal 1998 e pubblicati sul sito del Progetto Cuore, in Italia il 23% degli uomini e il 21% delle donne è affetto da sindrome metabolica.

Negli Stati Uniti i ricercatori stimano che il numero di cittadini affetti da sindrome metabolica sia circa 50 milioni. Questo numero, inoltre si è mantenuto costante negli ultimi 10 anni circa nonostante gli interventi sulla salute che sono stati fatti. Inoltre, la popolazione con elevata pressione sanguigna e obesità sta aumentando, e questo è motivo di preoccupazione: ciò significa che i costi sanitari per trattare questa sindrome saranno sempre più elevati.

QUAL È LA CAUSA DELLA SINDROME METABOLICA?

Questa è una domanda complicata. In quanto sindrome (= insieme di sintomi) la causa si potrebbe trovare in una varietà di fattori: dalla dieta all’esercizio fisico, fino al sonno. Ma, fondamentalmente, la ricerca ha dimostrato che la sindrome metabolica è il risultato dell’omeostasi metabolica interrotta. Cosa significa questo?

Omeostasi metabolica

L’omeostasi metabolica si riferisce a tutti quei cicli che portano il corpo a una situazione di equilibrio abbastanza stabile. Questi sono processi di scambio che hanno come obiettivo il mantenere un certo equilibrio.

La relazione tra insulina e glucosio

Il rapporto delicato tra sensibilità all’insulina e glucosio è la chiave per comprendere l’omeostasi metabolica. Il glucosio è uno zucchero semplice, è la base della maggior parte dei carboidrati. Quando hai alti livelli di glucosio nel sangue, come quando hai appena finito di mangiare, il pancreas rilascia insulina, che comanda alle cellule del fegato, del grasso e dei muscoli di assorbire il glucosio, riportando il valore nel sangue a un livello normale e, contemporaneamente, fornendo energia alle stesse cellule.
Succede anche l’opposto. Quando il livello di glucosio nel sangue è basso, ad esempio quando hai appena finito di allenarti oppure quando non mangi da parecchie ore, il pancreas rilascia glucagone, un ormone che segnala al fegato di smantellare il glucosio immagazzinato per riversarlo nel sangue e riportarlo al giusto valore.
L’insulina è il fattore più importante nel bilanciamento della glicemia. Quando la glicemia è troppo alta, l’insulina può dare il via a tutti i processi per abbassarla, tuttavia, se il glucosio nel sangue è costantemente elevato, indipendentemente dalla dieta, dalla predisposizione genetica o da altri fattori, il corpo potrebbe diventare insulino-resistente. Questo significa che l’insulina avrà un effetto più debole, meno efficace.
In questo processo sono coinvolti diversi passaggi che potrebbero potenzialmente portare alla sindrome metabolica. Molti dei sintomi connessi a essa, infatti, sono strettamente legati alla resistenza all’insulina (vedi: livelli di glucosio, livelli di trigliceridi e obesità). I ricercatori ipotizzano che sia proprio la resistenza all’insulina a causare i problemi cardiovascolari responsabili della sindrome metabolica. In parole più semplici? Come per molte altre malattie cardiovascolari la dieta, la genetica e lo stile di vita sono le cause principali dei sintomi che compongono la sindrome metabolica anche se a livello centrale, la sindrome è la manifestazione di una disfunzione del metabolismo nel tuo corpo.

FATTORI DI RISCHIO

Sono stati identificati molti fattori di rischio per la sindrome metabolica tra cui resistenza all’insulina, obesità addominale, trigliceridi elevati, stile di vita sedentario, età e alimentazione scorretta. Una storia familiare di diabete di tipo 2, sindrome dell’ovaio policistico (PCOS) o steatosi epatica non alcolica potrebbe aumentare il rischio di incorrere in questa sindrome.

Qual è il più grande fattore di rischio? Sebbene sia differente di persona in persona, il NHLBI Family Heart Study suggerisce che l’obesità centrale, misurata attraverso la circonferenza della vita, sia il fattore di rischio maggiore. Il monitoraggio della composizione corporea è un pratico strumento per tenere sotto controllo il grasso e i muscoli e prevenire questa sindrome.

Grasso viscerale

Diversi studi affermano che il grasso viscerale sia un indicatore chiave per il rischio di sindrome metabolica. Esso, infatti, è risultato direttamente correlato all’insorgenza di questa sindrome. Ciò è probabilmente correlato alla relazione tra cellule adipose e ciclo metabolico, come descritto precedentemente, in quanto l’elevata presenza di grasso viscerale è associata a insulino-resistenza, infiammazione e disfunzione endoteliale.

Massa magra

È un altro fattore chiave su cui concentrarsi! In breve, esiste un influente gruppo di ricerca che supporta l’idea che l’incremento della massa magra diminuisca la resistenza all’insulina e protegga dalla sindrome metabolica e dal diabete di tipo 2.

Sindrome metabolica

PREVENZIONE E TRATTAMENTO

In questa sezione troverai alcuni consigli per prevenire l’insorgenza della sindrome metabolica.

In generale, una dieta sana e l’esercizio fisico regolare aiutano a mantenere sotto controllo i livelli di glucosio e trigliceridi, migliorano la resistenza all’insulina e altre condizioni legate alla sindrome metabolica.
La dieta consigliata in questo senso è quella povera di zuccheri semplici e ricca di fibre. Al contrario, una dieta ricca di grassi, soprattutto saturi, può ridurre la sensibilità all’insulina.
Gli esperti inoltre raccomandano una buona idratazione per combattere alti livelli di glicemia.  Questo non solo migliorerà la salute cardiovascolare ma gioverà anche alla concentrazione e all’energia durante il giorno.
Aggiungendo un regolare allenamento aerobico o cardio come camminare o correre porterà benefici per il livello di glucosio e la perdita di peso.
Per raccomandazioni più specifiche, consulta il tuo medico in modo da ricevere consigli personalizzati sul tuo stile di vita.

Se ti è stata diagnosticata la sindrome metabolica, o pensi di presentare alcuni dei sintomi, sappi che esistono dei trattamenti specifici. Ad esempio, regimi alimentari basati sulla dieta mediterranea potrebbero migliorare i sintomi, influenzando l’interazione geni-dieta.
Tra le terapie farmacologiche, i triterpeni pentaciclici hanno dimostrato risultati promettenti per il futuro trattamento della sindrome metabolica, se il cambio di stile di vita non ha avuto effetti.
Le ricerche future continueranno a sperimentare nuovi potenziali trattamenti per la sindrome metabolica, ma il cambiamento dello stile di vita, che comprende dieta e attività fisica, rimane il punto di partenza.

IN SINTESI

La sindrome metabolica identifica un insieme di sintomi e condizioni che ruotano attorno alla salute cardiovascolare. L’obesità, soprattutto quella centrale, rappresenta un grosso fattore di rischio. Ci sono alcune cose che puoi fare per prevenire la sindrome metabolica, come ridurre il grasso viscerale e aumentare la massa magra. L’analisi della composizione corporea ti permette di monitorare questi tessuti corporei, valutandone la loro trasformazione nel tempo. Una dieta sana, una corretta idratazione e un regolare esercizio fisico sono altrettanto importanti. Se il cambiamento dello stile di vita non ha successo, la ricerca sta studiando dei possibili trattamenti farmacologici.

Traduzione italiana di Pietro Cardetta
Articolo originale di Kyjean Tomboc su InBody USA

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