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Anzini e attività sportiva all'aperto

L’attività fisica negli anni d’argento: un cambio di vita salutare

Durante la Fase 2 dell’emergenza Covid-19 si è stabilito per le persone anziane, o affette da patologie croniche o con multimorbilità, ovvero con stati d’immunodepressione congenita o acquisita, di limitare gli spostamenti fuori dalla propria abitazione o dimora solo ai casi di stretta necessità.
Decisione che ha aperto un dibattito sulla correttezza di adottare regole differenti in base all’età anagrafica.
A prendere posizione è la Società Italiana di Gerontologia e Geriatria (SIGG) che ha ricordato la necessità degli anziani di compiere esercizio fisico regolare, quanto e forse più dei giovani. Esigenza amplificata col lockdown, come spiegato da Raffaele Antonelli Incalzi, direttore del SIGG: “nei malati con demenza, poi, il confinamento stava avendo effetti drammatici, con una frequente inversione del ritmo sonno-veglia e un maggior fabbisogno di farmaci anti-psicotici per frenare l’agitazione psicomotoria”.
L’Italia, come sappiamo, è uno dei paesi più longevi al mondo, con un’aspettativa di vita di 80 anni per gli uomini e 84 per le donne, e dove gli over 64 sono più del 22% della popolazione. L’ISTAT, inoltre, ha preventivato che entro il 2070, un italiano su tre avrà più di 65 anni, e uno su dieci più di 85 anni, spostando l’indice d’invecchiamento dal 165,3% (dato 2017) al 257,9%.
Dobbiamo quindi prestare un occhio di riguardo alla capacità del nostro corpo di preservare nel tempo le proprie funzionalità motorie.
Ma cosa si intende per esercizio fisico?

Anziani e passeggiate all'aperto

LINEE D’INDIRIZZO E DATI “PASE”

Secondo il sistema di sorveglianza sulla popolazione over 64 (PASSI d’Argento), si considerano in generale attività fisiche le passeggiate all’aperto, il giardinaggio e la cura dell’orto, l’accudimento di un’altra persona, l’attività svolta durante il lavoro o il volontariato.
Più nello specifico, l’Organizzazione Mondiale della Sanità definisce attività fisica “qualunque movimento determinato dal sistema muscolo-scheletrico che si traduce in un dispendio energetico superiore a quello delle condizioni di riposo”.
Nel 2012 solo il 60% degli over 64 era attiva o parzialmente attiva (rif. “Linee di indirizzo sull’attività fisica per le differenti fasce d’età e con riferimento a situazioni fisiologiche e fisiopatologiche e a sottogruppi specifici di popolazione”).
Stando ai risultati del questionario Physical Activity Scale for Elderly (PASE) nel biennio 2016-2018 gli ultra 64enni praticavano maggiormente passeggiate fuori casa (60% degli intervistati) e funzioni domestiche leggere, come le pulizie (97% delle donne e il 53% degli uomini) o pesanti (57% delle donne e il 35% degli uomini). L’8% (5% delle donne e il 10% degli uomini) svolgeva invece un lavoro dinamico (ovvero durante il quale si cammina).
Il dato più preoccupante, però, è che nell’anno antecedente l’intervista, solo a un numero ridotto di soggetti (il 28%) è stato consigliato dal proprio medico curante di svolgere attività motorie. E solo uno su dieci degli intervistati con problemi di deambulazione eseguiva ginnastica riabilitativa.
Gli operatori sanitari (medici, geriatri, cardiologi, fisiatri, infermieri, fisioterapisti, ecc.) devono tuttavia avere un ruolo chiave nell’identificare gli anziani che conducono un’esistenza prettamente sedentaria, e nel promuovere l’esercizio fisico come pratica quotidiana. Il monitoraggio dei progressi, soprattutto, è fondamentale per attuare un vero cambiamento nello stile di vita.
In questo contesto è importante l’analisi di composizione corporea. L’invecchiamento, come già parlato in un precedente articolo, è associato a un aumento della massa grassa corporea e alla riduzione della massa magra.
Tali cambiamenti sono dovuti soprattutto alla riduzione dell’attività fisica, all’aumento dell’introito calorico con la dieta, alla diminuzione dell’introito proteico, alla riduzione del metabolismo basale e al declino dell’attività ormonale.
L’analisi della composizione corporea si rivela così uno strumento efficace di prevenzione, e di monitoraggio, in quanto esamina la massa magra (Free Fat Mass), la massa magra segmentale, la massa grassa (Fat Mass) e la massa cellulare metabolicamente attiva (Body Cellular Mass).
Quali sono, dunque, i benefici che il corpo può ricavare dall’attività fisica?

COSTANZA PRIMA DI TUTTO

Il naturale processo d’invecchiamento porta delle limitazioni nelle prestazioni, e queste limitazioni possono diventare più gravi se l’anziano ha difficoltà a muoversi e interagire con l’ambiente che lo circonda.
Il movimento fisico constante, dunque, aiuta a preservare lo stato di salute fisico, psichico e sociale aumentando la longevità. Migliora la circolazione del sangue, il cuore si affatica meno e quindi ottimizza le sue performance. Questo inoltre contribuisce a diminuire la pressione arteriosa e a rinforzare le ossa.

Nello specifico, pertanto, si riduce il rischio di:

  • contrarre malattie cardiovascolari,
  • diabete,
  • ipertensione arteriosa,
  • alcune forme di tumore,
  • osteoporosi,
  • cadute,
  • infezioni delle vie aeree,
  • patologie connesse all’invecchiamento.

Porta inoltre miglioramenti a:

  • funzione digestiva e regolazione del ritmo intestinale,
  • controllo del peso corporeo,
  • salute mentale,
  • mantenimento delle funzioni cognitive,
  • depressione e demenza,
  • stress e ansia,
  • sonno,
  • autostima,
  • produttività,
  • autosufficienza,
  • partecipazione e integrazione sociale.

Per ottenere questi risultati quanto allenamento è necessario?
Secondo OMS gli adulti over 65 dovrebbero svolgere almeno 150 minuti alla settimana di attività fisica aerobica di moderata intensità, o almeno 75 minuti di attività fisica aerobica a intensità vigorosa ogni settimana.
A questo andrebbero abbinati esercizi di rafforzamento muscolare (gambe, glutei, dorsali, addominali, pettorali, spalle e braccia) due o più volte la settimana (esercizi con elastici o manubri, esercizi a corpo libero, zappettare, strappare le erbacce e trasportare pesi durante il giardinaggio, e alcuni esercizi di yoga e di tai chi). Ed esercizi per migliorare l’equilibrio e prevenire le cadute (camminare all’indietro, camminare di lato, camminare sulle punte, camminare sui talloni, alzarsi in piedi da seduti) svolti tre o più volte la settimana.
Le “Linee di indirizzo sull’attività fisica” identificano in generale tre obiettivi:

  • Mantenere o migliorare l’efficienza fisica, negli anziani sani e fisicamente efficienti.
  • Prevenire l’aggravarsi di patologie croniche e migliorare le capacità funzionali degli anziani affetti da patologie, ma indipendenti nel compiere le attività di tutti i giorni.
  • Migliorare la qualità di vita e le capacità funzionali per aiutare gli anziani fragili a mantenere la propria indipendenza.

AGE FRIENDLY

Affinché negli adulti over 65 venga favorito e attuato uno stile di vita più attivo, è necessario costituirsi come comunità Age Friendly, ovvero una società che “pone attenzione all’ambiente fisico e sociale e a quei fattori che possono facilitare od ostacolare la possibilità per gli anziani d’invecchiare in modo attivo”.
Active Ageing è una strategia di promozione dell’OMS che dal 2000 promuove il mantenimento delle capacità fisiche, intellettive, lavorative e sociali dell’anziano attraverso la creazione di ambienti favorevoli, e di adeguati sistemi sanitari.
Nel Srategy and action plan for healthy ageing in Europe 2012-2020 sono previsti 5 interventi fondamentali a questa integrazione:

  • Prevenire le cadute.
  • Promuovere l’attività fisica.
  • Promuovere l’assistenza domiciliare e i servizi di selfcare.
  • Sostenere strategie di sviluppo partecipativo tra personale medico e assistenziale in campo geriatrico.
  • Programmi di vaccinazione antinfluenzale e di prevenzione delle malattie.

Un ruolo importante nella politica Age Friendly può essere ricoperto anche dalle palestre.
Attraverso un’adeguata formazione, con uno sguardo più rivolto ai bisogni degli over 60, i personal trainer possono rivelarsi un aiuto prezioso. Ne è un esempio la catena statunitense Welcyon Gym, interamente dedicata agli over 50. Nei suoi centri, dalla musica ai macchinari, al personale impiegato, tutto è studiato per accogliere e aiutare nella preparazione atletica i clienti più anziani, in un’equilibrata combinazione tra sensibilità e tecnologia.

CONCLUDENDO

Praticare attività fisica regolare può aiutare l’anziano a migliorare i compiti che esegue nella quotidianità.
Improntare uno stile di vita più attivo previene i disturbi dell’età, e rallenta il progredire di alcune patologie. È tuttavia fondamentale che venga affiancato e preparato dagli esperti del settore, operatori sanitari e personal trainer, coi quali stabilire un percorso di allenamento efficace.
La costanza, e il monitoraggio nel tempo, saranno le chiavi per creare una società Age Friendly.

Articolo di Davide Corbetta