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Calorie: perché è importante conoscerle?

A eccezione dell’acqua, tutti gli alimenti forniscono energia.

Le calorie alimentari sono l’unita di misura dell’energia contenuta nei vari alimenti. Se si legge l’etichetta nutrizionale presente su ogni alimento, oltre al contenuto in carboidrati, lipidi e proteine, si trova anche il contenuto calorico dell’alimento. In Italia questo è espresso sia in kcal (kilocalorie) sia in kj (kilojoule).

Le calorie alimentari, quindi per definizione, indicano l’apporto calorico di quello specifico alimento o meglio l’energia che riescono a fornire. In termini chimici, la caloria non è altro che la quantità di calore necessaria per elevare la temperatura di 1 litro d’acqua da 14,5 a 15,5 gradi.

UN PO’ DI STORIA

Per capire come si è arrivati al concetto di caloria, può essere interessante fare un breve excursus. Era il 1890 quando Wilbur Atwater iniziò a studiare le calorie ricorrendo a uno strumento chiamato bomba calorimetrica.

Grazie a questo strumento è possibile posizionare l’alimento all’interno di un vano saturo di ossigeno e si avvia la combustione.

Il calore generato viene utilizzato per riscaldare l’acqua, a sua volta inserita in un contenitore isolato termicamente.

L’aumento della temperatura dell’acqua diventa dunque la misura energetica di quell’alimento e dunque ne definisce l’apporto calorico.

Da questi primi esperimenti venne fuori una rudimentale tabella delle calorie. Ben presto ci si rese conto però che carboidrati, proteine e lipidi avevano un contenuto calorico differente in base al tipo di alimento. Le proteine presenti nei vegetali contengono ad esempio meno calorie di quelle della carne.

Successivamente si scoprì che esistevano altri nutrienti in grado di produrre energia, come l’alcool e gli acidi organici. Il tutto quindi si venne a complicare, ma nello stesso tempo contribuì a fornire un quadro sempre più chiaro della situazione.

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ALIMENTI E CALORIE

Come ci si orienta quindi tra alimenti e calorie?

Esistono alcuni alimenti che vengono considerati molto calorici in considerazione del loro peso ridotto. Altri alimenti invece, essendo molto ricchi di acqua possono essere considerati ipocalorici. Classico esempio è dato dall’insalata.

I siti ufficiali sui quali reperire il contenuto calorico degli alimenti e la loro composizione sono quello italiano dell’Istituto Nazionale per la Ricerca sugli Alimenti e la Nutrizione (INRAN) accessibile al sito www.inran.it  o, in alternativa, quello americano del Dipartimento dell’Agricoltura, accessibile al sito www.usda.gov.

Grazie alle tabelle fornite, sarà dunque possibile capire le calorie per ogni alimento, generalmente si calcola sempre l’apporto calorico su 100 gr.

Su internet, però, è molto semplice trovare varie tabelle con valori completamente differenti, questo perché non esistono valori universali. È dunque sempre consigliato, per evitare di andare incontro a gravi carenze nutrizionali, chiedere aiuto a un esperto. Solo in questo modo si potrà impostare un programma alimentare personalizzato che terrà conto anche delle problematiche di salute dell’individuo.

ATTENZIONE ALLE ETICHETTE

Sulle etichette dei prodotti disponibili in commercio è obbligatorio indicare il valore nutrizionale dell’alimento, in cui è incluso anche il valore calorico.

Spesso però, erroneamente, ci si confonde tra le calorie per 100 grammi e quelle per porzione.

Spesso le aziende pubblicizzano i loro prodotti come meno calorici indicando le calorie contenute nelle porzioni. In questo modo ci si lascia suggestionare dal valore inferiore delle kcal, quando in realtà comparandolo per grammi ad un altro prodotto si potrebbe scoprire proprio il contrario.

Attenzione quindi a non farsi ingannare!