a cura dell’InBody Educational Team: Dott.ssa Valentina Pancaldi 

 

La composizione corporea (o Body Composition) si modifica assecondando le caratteristiche strutturali tipiche di ciascun’età e plasmandosi in relazione allo stile di vita. Con l’avanzare dell’età si assiste ad una trasformazione che spesso è di tipo peggiorativo e che ha impatto sulla qualità della vita.

Cosa succede al corpo?

Durante il processo di invecchiamento infatti si verificano un aumento della massa lipidica, a discapito di quella muscolare, una demineralizzazione delle ossa e una riduzione dell’acqua totale corporea che si traducono in un peggioramento della performance fisica e dello stato di salute, con l’aumento del rischio di fratture e di sviluppo di patologie cardiovascolari e ossee.

Perché cambia la composizione corporea?

Come già accennato, l’invecchiamento è associato ad un aumento della massa grassa corporea e alla riduzione della massa magra, eventualmente accompagnate dall’aumento di peso. Questo fenomeno si verifica più precocemente nell’uomo (già a partire dai 40 anni), e più tardivamente nella donna (soprattutto nel periodo peri e post-menopausale e dopo i 60 anni).

Tali modificazioni corporee sono state associate a:

  • riduzione dell’attività fisica,
  • aumento dell’introito calorico con la dieta,
  • diminuzione dell’introito proteico,
  • riduzione del metabolismo basale, quindi del dispendio energetico,
  • declino dell’attività ormonale, ovvero la diminuzione del rilascio di estrogeni e androgeni.

L’aumento della massa adiposa si verifica soprattutto a livello addominale (obesità centrale), aumentando l’area del grasso viscerale e il rapporto vita-fianchi (Waist Hip Ratio o WHR). L’incremento di questi due parametri è associato all’aumento di malattie metaboliche e cardiovascolari, come l’intolleranza glucidica, il diabete, le dislipidemie, l’ipertensione, ecc.

Sarcopenia, osteopenia e osteoporosi

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La diminuzione della massa magra nell’anziano viene intesa invece come una riduzione della massa del muscolo scheletrico (sarcopenia), dei minerali ossei (osteopenia) e dell’acqua corporea, soprattutto dei fluidi intracellulari.

La sarcopenia è determinata da:

  • riduzione del numero delle fibre muscolari e del loro volume, e
  • disorganizzazione dei miofilamenti
  • aumento del tessuto connettivo e del grasso a livello intramuscolare.

Per spiegare questo fenomeno sono state fatte alcune ipotesi tra cui la degenerazione dei motoneuroni spinali, il declino nei livelli di ormoni sessuali e la ridotta capacità di riparazione dei danni muscolari.

Le conseguenze principali della sarcopenia sono:

  • riduzione della forza,
  • riduzione della potenza,
  • riduzione della resistenza muscolare,
  • riduzione dell’equilibrio,
  • riduzione dell’abilità motoria.

La perdita di tessuto muscolare determina poi una riduzione della massa cellulare metabolicamente attiva (BCM), cioè dei tessuti ricchi di potassio che, ossidando i substrati energetici, concorrono al dispendio energetico quotidiano. La BCM, essendo la componente metabolicamente attiva della massa magra è un importante indice nutrizionale non solo nel determinare il dispendio energetico, ma anche le necessità proteiche dell’organismo.

Una BCM ridotta si traduce in un calo del dispendio energetico, che può implicare un aumento del peso corporeo (di massa grassa) e indurre quella che viene definita obesità sarcopenica.

Una BCM ai limiti inferiori della norma si accompagna alla riduzione eccessiva della massa magra e può indicare uno stato di malnutrizione severa. Nell’anziano, inoltre, l’acqua corporea totale tende a diminuire, mentre la sua percentuale rispetto al peso corporeo rimane più o meno costante. Ciò si verifica come risultato della riduzione dei fluidi intracellulari, causata dalla perdita di massa cellulare.

La sarcopenia viene poi identificata come una delle cause dell’osteopenia da invecchiamento (riduzione della massa minerale ossea), in quanto viene a mancare parte del carico meccanico esercitato dal muscolo sull’osso. Alla riduzione della massa ossea concorrono poi altri meccanismi, più marcati nel sesso femminile a partire dalla menopausa, con il declino dei livelli di estrogeni che, causando una prevalenza dell’attività di riassorbimento dell’osso su quella di neoformazione, determina una perdita netta di osso (osteoporosi) e un aumento del rischio di fratture, con tutto quello che ne consegue. Ad esempio, la mortalità nell’anno successivo alla caduta del femore raggiunge percentuali altissime, pari al 15-25% (e sfiora il 33% nel caso di persone over 75).

Perché è importante fare l’analisi della composizione corporea?

La sola analisi di peso, altezza e indice di massa corporea (o BMI) non fornisce informazioni sufficienti per comprendere lo stato di nutrizione e quello di salute. Al contrario, la valutazione della composizione corporea, nella quale rientra l’analisi della massa magra (Free Fat Mass), della massa magra segmentale, della massa grassa (Fat Mass) e della massa cellulare metabolicamente attiva (Body Cellular Mass), è essenziale per individuare le strategie da mettere in atto per una tempestiva prevenzione.

Cosa controllare e come prevenire

In conclusione per determinare lo stato di salute di un paziente in età avanzata è importante quindi analizzare:

  • la massa muscolare scheletrica;
  • la massa magra segmentale (soprattutto negli arti inferiori per impedire problemi di deambulazione);
  • la massa cellulare metabolicamente attiva;
  • l’area del grasso viscerale
  • la massa minerale (soprattutto nelle donne prossime o già in menopausa).

L’utilizzo della bioimpedenziometria è perciò fondamentale per monitorare questi cambiamenti e per determinare le misure correttive necessarie al miglioramento dello stato di salute: un percorso motorio e nutrizionale adeguato è infatti capace di migliorare la forza muscolare e lo stato funzionale globale.